I Nostri Progetti

Assistenza infermieristica SCOLASTICA
Una cura che accompagna
Il nostro progetto “Una cura che accompagna” realizzato in Abruzzo nasce da un esperienza concreta e dal confronto diretto con le famiglie di bambini con bisogni sanitari complessi.
L’obiettivo è garantire la possibilità di vivere i contesti di vita quotidiana e la piena partecipazione alla vita sociale — in particolare la scuola — in condizioni di sicurezza, attraverso la presenza dell’assistenza infermieristica e la concreta applicazione del diritto alla salute e del diritto allo studio
L’esperienza che ha dato origine al progetto
Nel settembre 2024 la nostra Silvia non poteva frequentare il primo anno della scuola primaria a causa dell’assenza di assistenza infermieristica durante l’orario scolastico.
Nei primi giorni, sua mamma Sonia Costantini, presidente dell’Associazione, rimaneva a scuola con lei per permetterle di partecipare alle attività. Ma, vivendo quel contesto ogni giorno, si è resa conto che quella non poteva essere la soluzione.
Silvia era felice di andare a scuola, ma quella che doveva essere la sua esperienza non poteva dipendere dalla presenza costante della sua mamma in classe.
Ciò che mancava non era la sua voglia di esserci: ciò che mancava era un infermiere.
Da questa esperienza personale è emersa, successivamente, una criticità condivisa da diverse famiglie in Abruzzo. Sono state molte le segnalazioni arrivate all’Associazione: la difficoltà di garantire ai bambini con bisogni sanitari complessi il diritto alla frequenza scolastica in condizioni di sicurezza.
Parliamo di prestazioni sanitarie non delegabili ad altre figure, ma che richiedono competenze infermieristiche specializzate.
Molti genitori erano costretti a recarsi a scuola ogni giorno, e alcuni dovevano persino assentarsi dal lavoro per garantire ai figli la frequenza scolastica.
La nascita dell’assistenza infermieristica scolastica a livello territoriale
Da questo bisogno nasce il progetto “Una cura che accompagna”, promosso dall’Associazione Insieme per Silvia SCN2A APS.
Sonia, mamma di Silvia e presidente dell’Associazione, chiedeva alla ASL di estendere l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) oltre le mura di casa, affinché potesse accompagnare il bambino anche nei suoi contesti di vita, a partire dalla scuola.
Attraverso un lungo percorso di confronto con la ASL territoriale, è stato riconosciuto il bisogno assistenziale ed è stata accolta la richiesta di estendere l’ADI anche ai contesti scolastici.
Molti bambini, tra cui Silvia, usufruivano già dell’assistenza infermieristica domiciliare attraverso l’ADI. Estendere questo servizio alla scuola ha significato garantire continuità assistenziale tra i diversi contesti di vita, permettendo alla cura di adattarsi ai luoghi e ai bisogni della persona.
Questo ha reso possibile la presenza di personale infermieristico in classe, durante le attività didattiche, le uscite e le gite scolastiche, garantendo sicurezza, partecipazione e inclusione.
Silvia ha potuto finalmente iniziare il suo percorso scolastico.
Il Riconoscimento Regionale Un modello unico regionale in Abruzzo

L’esperienza maturata ha portato allo sviluppo di un modello organizzativo innovativo in Abruzzo.
Grazie ad un importante tavolo di confronto richiesto dall’Associazione e svolto il 25 giugno 2025, e al successivo documento regionale, l’ADI è stata estesa ai contesti di vita: non solo la scuola, ma anche altri ambienti sociali.
Questo significa che il servizio può accompagnare la persona nei luoghi in cui vive la propria quotidianità, adattando la cura ai tempi, ai luoghi e ai bisogni della persona.
Come Luca, 48 anni, che oggi può andare al mare con l’operatore che da anni lo segue a casa e che prima non poteva accompagnarlo. Un cambiamento concreto che permette anche di offrire sollievo ai caregiver e di favorire una reale partecipazione alla vita sociale.
Si tratta di un approccio personalizzato, costruito attraverso la collaborazione tra sanità, politiche sociali, scuola, Comuni e famiglia, capace di rispondere alla specificità dei bisogni.
Oggi il servizio è attivo a livello regionale e rappresenta una risposta concreta e strutturata, consentendo agli studenti con disabilità gravi, gravissime o malattie rare di frequentare la scuola, partecipare alle uscite didattiche e alle gite scolastiche in condizioni di sicurezza e alle persone con disabilità la piena partecipazione alla vita sociale.
L’estensione dell’ADI ai contesti di vita rappresenta un modello innovativo fondato sulla continuità assistenziale e sulla personalizzazione degli interventi, affinché la cura possa accompagnare la persona ovunque si svolga la sua vita.
Il confronto a livello nazionale

Il progetto ha evidenziato una criticità diffusa su tutto il territorio nazionale.
Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da famiglie di altre regioni che vivono le stesse difficoltà.
Per questo, nel 2025, l’Associazione ha avviato un percorso istituzionale a livello nazionale:
• presentazione di un dossier tecnico e di una proposta normativa al Ministero della Salute il 25 luglio 2025, attualmente in fase di istruttoria;
• confronto e consegna della proposta al Ministero dell’Istruzione e del Merito il 25 novembre 2025;
• avvio di un questionario nazionale rivolto alle famiglie sull’ADI e sull’assistenza infermieristica scolastica.
I primi dati raccolti, provenienti da circa 100 famiglie di 13 regioni italiane, hanno evidenziato una forte disomogeneità territoriale e difficoltà concrete nell’accesso all’assistenza scolastica.
Se anche tu stai vivendo questa difficoltà, la tua testimonianza è importante “ compila in questionario” ( link )
Un bisogno ancora aperto
L’esperienza dimostra che, in molte realtà, le famiglie sono ancora costrette a rinunciare alla frequenza scolastica dei propri figli o a farsi carico direttamente dell’assistenza sanitaria.
Questo evidenzia la necessità di un modello uniforme e strutturato a livello nazionale, capace di garantire equità di accesso e continuità assistenziale come in Abruzzo.
Oggi

“Una cura che accompagna” rappresenta oggi un modello regionale concreto di assistenza nei contesti di vita, basato sulla continuità tra domicilio, scuola e territorio.
L’obiettivo: garantire qualità dell’assistenza e fare in modo che nessun bambino e persona venga esclusa dalla scuola e da ogni contesto che siano gite, uscite, attività educative e sportive per mancanza di assistenza sanitaria.
Il progetto consente inoltre di valorizzare e integrare le competenze del personale coinvolto rispetto alla specificità dei singoli casi e dei loro bisogni, perché sappiamo che anche persone con la stessa diagnosi possono avere necessità molto diverse.
Il PAI – Piano Assistenziale Individualizzato è lo strumento che utilizziamo per definire i bisogni e le modalità di erogazione del servizio: un abito cucito su misura, costruito intorno alla persona.
Da una difficoltà vissuta da una bambina e dalla sua famiglia è nata una possibilità concreta per molte altre persone. Continueremo a lavorare ogni giorno affinché il diritto alla salute e il diritto allo studio possano camminare insieme, senza che nessuno sia lasciato indietro.
L’Associazione oggi in Abruzzo accompagna le famiglie dalla richiesta di attivazione del servizio all’erogazione dell’assistenza.
CURE DOMICILIARI
Dietro la parola “assistenza” ci sono gesti quotidiani, competenze, presenza e continuità. Per questo le cure domiciliari e l’assistenza territoriale rappresentano una parte essenziale del nostro impegno.
Per le persone con bisogni assistenziali complessi e per le loro famiglie, poter contare su servizi adeguati, continui e tempestivi significa garantire qualità della vita, dignità e il diritto a ricevere cure appropriate nel proprio ambiente di vita.
Sappiamo che la cura non si esaurisce con il rientro a casa o con la dimissione ospedaliera, ma continua ogni giorno nella quotidianità. È proprio tra le mura domestiche che si concentra gran parte dell’assistenza e dove il carico assistenziale ricade inevitabilmente sul caregiver, che diventa il principale punto di riferimento nella gestione dei bisogni della persona.
Per questo accompagniamo le famiglie nel percorso che va dalle dimissioni ospedaliere al ritorno a casa, dall’attivazione all’erogazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), favorendo la continuità della presa in carico e l’accesso ai servizi disponibili.
Il nostro obiettivo è ridurre il carico burocratico, semplificare i percorsi assistenziali e rendere l’accesso ai servizi più chiaro, tempestivo e sostenibile per le famiglie.
Un aspetto centrale è l’integrazione delle competenze tra i diversi professionisti coinvolti, nel rispetto della specificità di ogni situazione e dei bisogni della persona, affinché gli interventi siano realmente personalizzati e costruiti attorno alla vita di chi li riceve.
L’Associazione si impegna inoltre a promuovere il potenziamento dell’assistenza domiciliare, rafforzandone l’efficacia, la continuità e la capacità di risposta ai bisogni delle persone più fragili.
Particolare attenzione è dedicata alla riabilitazione in ADI, fondamentale per sostenere lo sviluppo, preservare le autonomie e migliorare la qualità della vita della persona nel proprio ambiente di vita.
Perché prendersi cura significa anche garantire che nessuna famiglia sia lasciata sola nel delicato equilibrio tra assistenza e quotidianità.
SUPPORTO ALLE FAMIGLIE
Insieme per Silvia è accanto alle famiglie che vivono ogni giorno la complessità della grave disabilità di un figlio.
È una realtà che richiede presenza costante, cure continue e spesso la rinuncia al lavoro da parte di un genitore.
Tutto questo porta con sé non solo un grande impegno emotivo e organizzativo, ma anche difficoltà economiche.
Molte famiglie si trovano ad affrontare questa condizione con poche risposte e un sostegno insufficiente.
Per questo l’Associazione sceglie di offrire un aiuto concreto nei momenti di bisogno, grazie alle donazioni.
Il nostro supporto
- contributi per ricoveri;
- sostegno alle spese di viaggio e alloggio;
- aiuti economici in situazioni di fragilità.
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